Una costa disegnata dai limoni

Arrivando in Costiera Amalfitana la prima cosa che colpisce, dopo il mare, sono i terrazzamenti. Gradoni sostenuti da muretti a secco che risalgono i versanti e, sopra, le coltivazioni di limoni, spesso protette da pergolati di pali di legno. È un paesaggio costruito dall'uomo in secoli di fatica, e i limoni ne sono il frutto più celebre.

Il protagonista è lo sfusato amalfitano, una varietà dalla forma allungata e affusolata, da cui prende il nome. Ha una buccia spessa, ricca di oli essenziali e intensamente profumata, e un succo abbondante e poco acido. È tutelato dall'Indicazione Geografica Protetta Limone Costa d'Amalfi: la zona di produzione comprende l'intero territorio di Atrani e parte dei comuni di Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare. Anche Cetara, quindi, fa parte di questa storia.

Il limoncello e i dolci al limone

Dalle bucce dello sfusato nasce il limoncello, il liquore che è diventato il simbolo della Costiera e della vicina penisola sorrentina. La preparazione è semplice solo in apparenza: le scorze, private della parte bianca, vengono lasciate in infusione nell'alcol, che poi si unisce a uno sciroppo di acqua e zucchero. Si serve ghiacciato, a fine pasto, e in molte case della Costiera ognuno ha la propria ricetta di famiglia.

Il limone è protagonista anche in pasticceria. Il dolce più famoso è la delizia al limone, una cupoletta di pan di Spagna bagnata con uno sciroppo al limoncello, farcita e ricoperta di crema al limone. È un'invenzione relativamente recente, nata nella pasticceria sorrentina alla fine degli anni Settanta, ma è diventata in fretta un classico in tutta la zona. Accanto a lei troverete torte, granite, crostate e biscotti, tutti profumati di sfusato.

  • Da assaggiare: una delizia al limone, una granita in una giornata calda e un bicchierino di limoncello ben freddo.
  • Da portare a casa: qualche sfusato fresco, se la stagione lo permette, o un liquore preparato secondo tradizione.

Cetara, il paese delle alici

Se il limone è il simbolo della Costiera, il pesce azzurro è quello di Cetara. Il borgo è da secoli un paese di pescatori, e le alici sono alla base della sua cucina: fritte, marinate, impanate, sotto sale o trasformate nella celebre colatura, di cui parliamo in un articolo dedicato. Sui menu del paese e nelle botteghe del centro le troverete in tutte le forme, e il modo migliore per conoscerle è provarne più di una.

Le alici sotto sale sono uno dei prodotti più tipici: pulite, disposte a strati con il sale e lasciate maturare, diventano un ingrediente prezioso per sughi, pizze e antipasti. Dallo stesso tipo di lavorazione nasce la colatura, la salsa ambrata erede dell'antico garum.

Il tonno rosso di Cetara

L'altro grande prodotto del mare di Cetara è il tonno. Lo stesso nome del paese deriva dal latino cetaria, parola legata alle tonnare. Per secoli i cetaresi hanno praticato la pesca con reti fisse lungo questo tratto di costa; dagli anni Settanta del Novecento la flotta del paese si è dedicata alla pesca del tonno rosso nel Mediterraneo, diventando una delle più importanti d'Italia.

La pesca si concentra nei mesi più caldi, ma in paese il tonno si trova tutto l'anno anche sotto forma di conserve sott'olio e di altre lavorazioni tradizionali. Con un piatto di pasta o in un'insalata con i pomodori, racconta molto bene il rapporto tra questo borgo e il suo mare.

Assaporare la Costiera con calma

Il modo migliore per conoscere questi sapori è senza fretta: una passeggiata tra le botteghe del centro, una cena tipica, un pranzo improvvisato con i prodotti comprati al mattino. Per scoprire il paese e i suoi dintorni, trovate qualche idea nelle nostre pagine su Cetara e su Maiori e Minori, due borghi vicini immersi negli agrumeti.

Una cucina tutta vostra nel centro di Cetara

La casa a mare ha una cucina con macchinetta del caffè ed è a pochi passi da market e ristoranti tipici: perfetta per assaporare alici, tonno e limoni come si fa in paese.